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Solo in subordine alla munificenza della Repubblica e delle Scuole Grandi, gli ospedali e luoghi pii hanno nel corso di tre secoli gareggiato per dotarsi di opere dei migliori artisti, architetti, pittori, scultori. I proti di Venezia furono anche i proti degli ospedali: Palladio fu l'ideatore dell'innovativo complesso delle Zitelle e l'ispiratore della chiesa dei Derelitti , Sansovino rinnovò in forme classiche la medievale Ca' di Dio , Sardi Antonio e Giuseppe trasformarono in forme barocche la chiesa dei Derelitti , Longhena la completò con la fastosa facciata scolpita , Giorgio Massari , ispirandosi alla palladiana Zitelle, realizzò il complesso delle Penitenti.
Per gli arredi d'arte i "migliori Pittori che vivono al presente" (Martinioni, 1663) dipinsero all'Ospedaletto le pale volute dai benefattori; Palma il Giovane dipinse i teleri per l'Oratorio dei Crociferi, Leandro Bassano eseguì la pala per l'altar maggiore delle Zitelle, al Tiepolo giovane si devono alcuni "pennacchi" nella Chiesa dell'Ospedaletto, tra cui il famosissimo Sacrificio di Isacco, Jacopo Marieschi realizzò quasi l'intero arredo pittorico delle Penitenti; in tempi più vicini ai nostri, Carlo Cherubini affrescò il soffitto della chiesa dell'Ospedaletto con la Gloria di San Girolamo Miani. Anche la scultura ha lasciato nelle chiese opere insigni: di Jacopo Sansovino, La Madonna del bacio , e di Giovan Maria Morlaiter, La Madonna del Rosario, nella chiesa delle Zitelle; di Bernardo Falcone, Ritratto del benefattore Bartolomeo Carnioni, di Tommaso Ruer, Angeli in preghiera, e di Antonio Tarsia, Santi Francesco e Sebastiano, nella chiesa dell'Ospedaletto.


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