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Il carattere prevalentemente sacro delle raffigurazioni accomuna il patrimonio d'arte delle diverse collezioni: infatti sia le istituzioni più piccole, come gli ospizi medievali (ricordiamo per tutti l'Oratorio dei Crociferi ), sia gli ospedali rinascimentali in grado di ospitare un maggior numero di assistiti, sono dotati di un luogo di culto, una cappella o una vera e propria chiesa aperti alla devozione pubblica.
Qui si rende tangibile l'impegno dei governatori nel ricordare, attraverso i ritratti (nella Chiesa delle Zitelle ogni pala d'altare riporta i ritratti dei benefattori) o le immagini dei santi protettori (nella Chiesa dei Derelitti il donatore è ricordato dal santo eponimo), la munificenza dei passati benefattori e nel sollecitare nuova generosità con lo splendore delle sacre funzioni, accompagnate dal canto degli assistiti.
Si formava fin dalle origini e si consolidava nel corso dei secoli quel binomio di carità e cultura che vedeva nei poveri e nei più "derelitti" della società i naturali destinatari e fruitori dell'arte, sia figurativa che musicale, prodotta nei luoghi di assistenza; concetto questo che rappresenta ancor oggi il perno attorno cui ruota l'impegno dell'IRE a mantenere, conservare, tutelare i patrimoni storici affidati dal passato.


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