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Dai suoi più antichi istituti l'IRE ha ereditato un ricco patrimonio di beni artistici che formano le Collezioni IRE La ricca collezione IRE è costituita da dipinti, sculture, oggetti d'arti applicate (argenterie, tessuti, merletti, suppellettili di arredo domestico e di culto, vere da pozzo, incisioni).
È il Museo dell'assistenza veneziana, frutto della munificenza dei benefattori del passato che si esprimeva negli arredi artistici delle chiese - Derelitti, Zitelle, Penitenti - visibile segno della ricchezza e dei favori che il luogo pio godeva tra la popolazione, nonché nei lasciti dei patrimoni privati che a volte annoverano vere e proprie collezioni d'arte; ma è anche testimonianza dell'operosità degli assistiti, in particolar modo delle fanciulle e delle donne, che ripagavano la "pia casa" dell'ospitalità ricevuta con la produzione di preziosi manufatti tessili.
Il patrimonio d'arte delle diverse istituzioni è composto in prevalenza da opere a ispirazione religiosa.
Nelle cappelle e nelle chiese si rende tangibile l'impegno dei governatori che reggevano le sorti del luogo pio, nel ricordare, attraverso i ritratti o le immagini dei santi protettori, la munificenza dei passati benefattori e nel sollecitare nuova generosità con lo splendore delle sacre funzioni, accompagnate dal canto melodioso degli assistiti.
L'importanza dei cicli artistici conservati nelle chiese e delle collezioni pervenute per lasciti non si potrebbe appieno comprendere se non si tenesse presente che i governatori laici che reggevano le sorti dei luoghi pii erano in molti casi le stesse persone che reggevano i destini della Serenissima o che ne determinavano la forza economica con i propri ricchi commerci.
Gli ospedali e luoghi pii hanno nel corso di tre secoli gareggiato per dotarsi di opere dei più celebri artisti, architetti, pittori, scultori. I proti di Venezia furono anche i proti degli ospedali: Palladio, Sansovino, Longhena, Massari. Per citare solo alcuni significativi episodi, si ricorda come Palma il Giovane dipinse i teleri per l'Oratorio dei Crociferi, producendo un insieme di opere che la critica ritiene le migliori della sua ampia produzione; che al Tiepolo giovane si devono alcuni "pennacchi" nella Chiesa dell'Ospedaletto con figure di apostoli e profeti.
Per restare nell'ambito delle chiese, non si possono non citare anche splendide sculture come le due Madonne del Sansovino (una rarissima in cartapesta a tutto tondo per la cappella delle Muneghette e l'altra in prezioso marmo di Carrara ad altorilievo, la "Madonna del bacio" )o l'altare di Sardi - Longhena nella chiesa dell'Ospedaletto.


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