ARCHIVIO STORICO

ARCHIVIO STORICO

Le Istituzioni di Ricovero e di Educazione hanno ereditato una pluralità di impegni sociali, dalle connotazioni le più varie a seconda delle diversità dei bisogni cui dovevano rispondere, che costituiscono per la città di Venezia una ricchezza culturale unica ed inestimabile nello specifico settore assistenziale.
E’ un patrimonio che si concretizza anche in beni storici – i documenti archivistici che hanno registrato l’evolversi della beneficenza – , beni artistici – i luoghi monumentali con gli arredi rappresentativi di antica munificenza – , in tradizioni come quelle della musica e della manifattura di merletti che per secoli sono state strumenti educativi peculiari degli ospedali veneziani, beni che all’IRE trovano adeguata tutela e valorizzazione attraverso un apposito Ufficio Conservatori.
Qui accedono gli studiosi che attingono alle fonti della plurisecolare storia della carità veneziana, trovandovi anche informazioni esclusive su archivi familiari e commerciali, solitamente esclusi dagli archivi di Stato; i ricercatori di foto storiche da quando, nel 1982, l’Ente ereditò l’archivio fotografico Tomaso Filippi; gli appassionati di musica ad ammirare gli affreschi della Sala della Musica – esclusivo salotto settecentesco per esecuzioni cameristiche – o consultare gli antichi spartiti dell’Ospedaletto.
Qui gli storici dell’arte trovano materia per esercitare il giudizio critico su cicli pittorici di difficile lettura ed attribuzione, come lo sono i “pennacchi” della chiesa dei Derelitti. L’IRE attraverso questo ufficio conserva e tutela i patrimoni del passato con restauri ed interventi manutentivi che garantiscano al bene un percorso il più lungo e sicuro possibile, li studia per mezzo della catalogazione scientifica, li valorizza attraverso pubblicazioni di studi storici ed artistici nella collana editoriale “Carità e Assistenza”, li rende fruibili dal pubblico con l’apertura turistica dei luoghi monumentali, con l’organizzazione di concerti nelle sue chiese o la presentazione di mostre per il settore artistico e per quello fotografico, iniziative promosse in proprio e in collaborazione con altre istituzioni culturali cittadine.
Caratteristica particolare di questo settore operativo dell’IRE è la gestione unitaria che si fonda sulla complementarietà delle sue diverse branchie che si supportano vicendevolmente al fine di offrire di ciascun bene culturale una visione il più esauriente e ricca possibile, perché ciascun bene rappresenta la memoria storica – in quanto eredità di un passato tuttora in essere – e perciò la continuità della funzione sociale e culturale delle istituzioni amministrate dall’IRE.

I.R.E. Istituzioni di Ricovero e di Educazione sono la riunione delle IPAB (istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza) di Venezia, in passato amministrate dalla Congregazione di Carità.

L’archivio storico dell’ente documenta (dalla metà del ‘200) la vita secolare di ospedali e istituti di carità della Repubblica di Venezia nonché la successiva storia assistenziale della città lagunare fino ai nostri giorni.

Esso è inoltre fonte di notizie riguardanti la genealogia di famiglie, la storia dell’economia, dei mestieri, della musica, dell’urbanistica, della spiritualità. I fondi antichi riguardano l’Ospedale dei Derelitti ai SS. Giovanni e Paolo (detto Ospedaletto, sorto nel 1528), la Casa dei Catecumeni (1557), la pia casa delle Zitelle alla Giudecca (1559), la Casa del Soccorso (1580), la pia Casa delle Penitenti di S; Giobbe (1700), le Pericolanti (1784).

I fondi parziali di istituti dell’antica repubblica interessano la storia dell’Ospedale dei Mendicanti (risorto nel 1600 alle Fondamente Nuove, ora sede dell’Ospedale Civile), la Ca’ di Dio (1272) e gli Ospizi medievali (dal sec. X al XVIII), un tempo gestiti dai Procuratori di San Marco.

La parte più consistente di questa documentazione fu depositata nel 1877 all’Archivio di Stato di Venezia dalla Congregazione di Carità, il fondo si trova presso l’AS VE nella serie Ospedali e luoghi pii.

AVVISO

Fino a nuovo avviso l’archivio storico dell’I.R.E. rimarrà chiuso e non accessibile agli studiosi